Goldman Sachs, dopo cinque anni si torna ai Kangaroo Bond

Goldman Sachs ha deciso di ritornare con forte convinzione al mercato obbligazionario australiano: si tratta della prima volta in assoluta dal 2006, visto che, a distanza di cinque anni, si è capito che si possono trarre dei vantaggi importanti in relazione al rendimento del debito finanziario. La banca newyorkese, quinto istituto per dimensioni di tutti gli Stati Uniti, ha infatti provveduto a lanciare titoli con scadenza superiore ai cinque anni per un importo complessivo di 1,25 miliardi di dollari australiani (circa 1,6 miliardi di euro), tra cui possiamo includere mezzo milione relativo ai bond a tasso variabile, i quali saranno quotati 205 punti base al di sopra del tasso swap. Si tratta dei cosiddetti Kangaroo Bond, strumenti finanziari denominati per l’appunto nella valuta oceaniana. Questo segmento sta attirando un numero sempre maggiore di attori, dato che sono molto recenti gli interessamenti di JPMorgan Chase e di Bank of America, istituti che si erano allontanati dalle opportunità australiane subito dopo lo scoppio della crisi del 2008.

Ibm si focalizza sulla vendita di titoli a tre anni

Titoli legati alla cedola triennale più bassa di quest’anno e un importo complessivo di un miliardo di dollari: è questa in sintesi l’offerta di Ibm Corporation, la celebre compagnia informatica americana che aveva comunque provveduto ad aumentare il proprio dividendo e il programma relativo al riacquisto di azioni. Il colosso di Armonk punterà ora su degli strumenti finanziari che beneficeranno di un ritorno economico pari all’1,25%, trentasette punti base al di sopra dei medesimi prodotti messi a disposizione dal Tesoro a stelle e strisce. La cedola in questione, inoltre, è molto simile a quella proposta di recente da Colgate-Palmolive, anche se in quel caso la cessione aveva previsto un ammontare inferiore. Big Blue intende pianificare una vendita di circa venti miliardi di dollari per quel che concerne i dividendi, mentre altri cinquanta miliardi verranno sborsati nei prossimi quattro anni in relazione alle azioni proprie, decisioni che sono emerse con chiarezza dal meeting con gli investitori di un mese e mezzo fa.

Grupo Nutresa, in arrivo azioni per 300 milioni di dollari

Il nome del Grupo Nutresa è ben conosciuto soprattutto in territorio colombiano per la sua produzione e commercializzazione alimentare: ma questa compagnia sudamericana si sta mettendo in luce anche per la nuova offerta finanziaria, la quale dovrebbe essere completata entro il prossimo mese di giugno e che è volta a finanziare le acquisizioni negli Stati Uniti e in America Latina. Il Grupo Nacional de Chocolates, questa la denominazione ufficiale della società di Medellin, ha intenzione di mettere in vendita ben venticinque milioni di titoli azioni nelle prossime settimane, una emissione che dovrebbe essere valutata con oltre trecento milioni di dollari, così come hanno spiegato molti analisti che conoscono bene le realtà finanziarie della Colombia.

Cina, la banca centrale punterà ancora sui bond a tre anni

È un vero e proprio ritorno al passato quello che vuole realizzare People’s Bank of China: l’istituto di credito centrale cinese è pronto a riprendere la vendita dei titoli obbligazionari a tre anni proprio nel corso di questa settimana, una operazione di mercato aperto che vuole rappresentare il tentativo estremo di scongiurare l’eccesso di liquidità all’interno del sistema finanziario. Le pressioni inflazionistiche sono un altro valido motivo per tornare nuovamente alla cessione. Un’offerta di questo tipo, già praticata negli anni scorsi dalla banca, dovrebbe aiutare la vasta nazione asiatica per un buon periodo di tempo, evitando la necessità di nuovi e inutili aumenti delle riserve monetarie, visto che di recente i depositi bancari sono stati accresciuti con grande rapidità. L’ultima vendita di prodotti con scadenza triennale risale al 2010, per la precisione al 25 novembre scorso: proprio in quella occasione vi fu una sospensione delle vendite a causa della domanda troppo debole, ma ora i tempi sembrano più propizi.

Israele: buoni ricavi per le obbligazioni decennali

Se gli investitori finanziari spostassero la loro attenzione al Medio Oriente, si accorgerebbero che i titoli obbligazionari di Israele sono attualmente protagonisti di guadagni interessanti: il riferimento più importante va sicuramente ai bond che giungeranno a scadenza tra dieci anni, i quali hanno fatto registrare il rendimento più basso degli ultimi due mesi, grazie soprattutto alla ripresa economica globale che sta convincendo circa l’affidabilità e la sicurezza degli assets. Chi sottoscrive tali prodotti, tra l’altro, è alla ricerca di un bene rifugio che lo protegga dalla crisi del debito che infuria in Grecia e che non siano i tradizionali oro e petrolio. Il ritorno economico del benchmark Mimshal Shiklit (la maturazione vera e propria avverrà nel mese di gennaio del 2020) è declinato di quattro punti base, attestandosi al 5,22% presso la Borsa di Tel Aviv; il confronto deve essere fatto con gli stessi titoli emessi dal Tesoro americano, il quale rappresenta un partner tradizionale e storico della repubblica parlamentare.

CheBanca! lancia il Conto Titoli

Aumenta l’offerta di prodotti e di servizi di CheBanca!, la Banca per tutti del Gruppo Mediobanca. Uno dei prodotti ultimi arrivati è il “Conto Titoli“, che permette di investire in assoluta libertà via Internet, via telefono e presso le filiali di CheBanca!. Con il Conto Titoli il titolare può investire i soldi negoziando titoli di Stato ed obbligazioni italiane ed estere quotate sui principali mercati obbligazionari, ma anche le azioni italiane ed estere, gli ETF e gli ETC che sono quotati sul mercato italiano. Con il Conto Titoli, inoltre, si possono anche comprare e vendere le azioni quotate sui mercati azionari dei seguenti Paesi esteri: Belgio, Francia, Germania, Olanda e Spagna. In accordo con quanto si legge sul sito Internet di CheBanca!, il Conto Titoli può essere aperto quando si vuole, anche se ancora non si è clienti dell’Istituto. Con il Conto Titoli il cliente ha sempre la situazione sotto controllo grazie alle informazioni finanziarie aggiornate sui mercati unitamente alla possibilità di poter sfruttare il servizio del “portafoglio virtuale” per prendere dimestichezza senza rischi con il mondo degli investimenti.

Sharjah Islamic Bank sceglie Londra per la vendita di Sukuk

Sharjah Islamic Bank, realtà creditizia araba meglio conosciuta come National Bank of Sharjah, ha trovato i due partner ideali per la sua nuova cessione obbligazionaria. La scelta è ricaduta sulla città di Londra, più precisamente su due colossi bancari come Hsbc Holdings e Standard Chartered, le quali dovrebbero essere incaricate a breve di gestire nel dettaglio la vendita. Come si intuisce facilmente, si tratta dei consueti certificati di investimento islamici, conformi alla legge della Shariah e che possiamo associare ai bond nostrani. Nel dettaglio, gli strumenti in questione beneficeranno di una denominazione in dollari americani e saranno messi in vendita nel pieno rispetto delle condizioni di mercato che vigono in questo preciso momento storico; saranno comunque necessari alcuni meeting in Medio Oriente, nel continente asiatico e in quello europeo, i quali andranno a coinvolgere gli investitori che prediligono i redditi fissi.

Decreto Sviluppo, prevista l’emissione di Sud Bond

Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale: è questa la denominazione ufficiale e completa del nuovo strumento finanziario potrebbero emettere a breve, così come disposto dal Decreto Sviluppo, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri. Di cosa si tratta con esattezza? I Sud Bond, come già sono stati ribattezzati, sono dei titoli obbligazionari che andranno a beneficiare di una scadenza che non sarà mai inferiore ai diciotto mesi. La scelta di un orizzonte temporale di questo tipo è motivata dal fatto che si voglio anzitutto riequilibrare i flussi di credito dal punto di vista territoriale, una necessità richiesta dagli investimenti a medio e a lungo termine delle pmi presenti nella parte meridionale del nostro paese. Ovviamente, l’obiettivo principale rimane quello di sostenere i progetti più interessanti ed etici del Mezzogiorno.

Credito Valtellinese: le polizze per accantonare i risparmi

I piani di risparmio più interessanti possono essere rinvenuti tra le banche popolari del nostro paese: un esempio su tutti è quello del Credito Valtellinese, il gruppo bancario di Sondrio, il quale propone in tal senso due specifiche polizze vita, vale a dire ProgettoRisparmio e GlobalRisparmioProtetto. Cerchiamo di approfondirne le caratteristiche peculiari. Anzitutto, c’è da dire che questi due piani consentono di accantonare i risparmi per affrontare un gran numero di esigenze. L’accantonamento in questione parte da 75 euro al mese (900 euro ogni anno): inoltre, i rendimenti della gestione tendono a consolidarsi con cadenza annuale. Poi, bisogna rimarcare altri due pregi, vale a dire la flessibilità, visto che si può modificare l’importo o la frequenza dei versamenti, e la trasparenza (il monitoraggio dei risparmi può avvenire tranquillamente online, sul sito del Credito Valtellinese stesso).

Vietnam: ottime performance per i bond denominati in dollari

Il continente asiatico è stato caratterizzato dall’interessante andamento dei titoli obbligazionari vietnamiti denominati in dollari: le performance in questione, infatti, sono state le migliori in assoluto, grazie soprattutto agli sforzi profusi dal primo ministro Nguyen Tan Dung in relazione al taglio dell’inflazione. I bond hanno garantito un ritorno economico pari al 5,1% quest’anno, superando di gran lunga il rendimento della Corea del Sud (3%) e quello della Thailandia (2,8%). Tra l’altro, tali ricavi sono quantomeno sorprendenti, visto che soltanto un anno fa gli stessi strumenti finanziari erano riusciti a far registrare perdite consistenti (superiori agli otto punti percentuali), configurando uno dei peggiori prodotti a livello economico.

EuroMot: pronte due emissioni in lira turca e real brasiliano

Il gruppo bancario tedesco Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo sono ancora una volta i protagonisti della nuova emissione obbligazionaria dell’EuroMot: più precisamente, i due bond in questione sono focalizzati su due valute di cui non si parla molto spesso, vale a dire la lira turca e il real brasiliano. Cerchiamo di comprendere meglio i dettagli dell’offerta. Il prodotto relativo a KfW prevede anzitutto un rendimento dell’8% e una scadenza fissata ad aprile del 2014 (il codice Isin di riferimento è XS0612210772), mentre lo strumento collegato alla Bers avrà una maturazione simile e un ritorno economico leggermente superiore (9%): in questo secondo caso, tra l’altro, l’Isin che interessa all’investitore è XS0618983950.

Inverse floater: vale la pena assumersi tutti questi rischi?

Gli inverse floater sono strumenti degni dei migliori thriller finanziari a causa delle loro caratteristiche peculiari. Si tratta, infatti, di titoli obbligazionari che beneficiano di scadenze molto lunghe e di una cedola variabile: queste variazioni sono appunto inversamente proporzionali all’andamento del tasso di riferimento, ecco perché hanno un nome così particolare. In un primo momento, poi, questi prodotti risultano molto appetibili per i loro ritorni economici, di gran lunga superiori al resto delle offerte, ma nelle fasi successive si può riuscire ad approfittare anche delle fasi di ribasso, in particolare quelle in cui le società emittenti sono costrette ad adottare tassi vicini allo zero. La tipica struttura di un inverse floater è caratterizzata dai cosiddetti “cap rate”, vale a dire il rapporto tra il reddito operativo netto prodotto da un determinato asset e il costo del capitale.

PepsiCo. vende bond quinquennali per 1,75 miliardi di dollari

PepsiCo., leader mondiale per quel che concerne la produzione di snack e bevande, ha deciso di puntare sui titoli obbligazionari con scadenza a due e cinque anni: l’ultima vendita di questo tipo, la quale è avvenuta proprio nei giorni scorsi, ha avuto un ammontare totale pari a 1,75 miliardi di dollari. Gli scopi che la compagnia di New York intende perseguire sono soprattutto di tipo corporate, anche se la scelta di prodotti con una maturazione più vicina nel tempo (due anni) fa pensare alla ricerca urgente di disponibilità finanziarie. In effetti, il colosso statunitense sta traendo il maggior vantaggio possibile dai rendimenti dei propri corporate bond e ai profitti e alle vendite realizzate nel corso del primo trimestre del 2011, stime che sono di gran lunga superiori a quelle degli analisti. Le obbligazioni in questione hanno garantito un ritorno dell’1,2% lo scorso mese, un dato che è stato confermato dalle rilevazioni degli indici di Bank of America.

Fondi comuni: a giugno le novità di AcomeA Sgr

Le prospettive del secondo semestre di questo 2011 sono davvero molto allettanti per quel che riguarda AcomeA, la società di gestione del risparmio che ha preso il posto da pochi mesi di Sai Asset Management: gli anni delle offerte pubbliche di acquisto ostili e di altre partnership più o meno strategiche sono terminate, ora è giunto il tempo di puntare a una proposta finanziaria davvero competitiva. L’obiettivo principale della società in questione è proprio quello di rivedere da cima a capo tutte le metodologie che sono alla base della gestione degli assets; in questo caso, quindi, la nuova gamma di fondi dovrebbe essere in grado di comprendere tutte le cassi finanziarie, un intento che era già stato preannunciato da tempo dal presidente Alberto Foà.