Johnson & Johnson, obbligazioni per finanziare il debito

Johnson & Johnson rappresenta una delle quattro compagnie americane non finanziarie che possono vantare il miglior credito in assoluto. È proprio per questo motivo che il colosso farmaceutico di New Brunswick sta puntando con decisione sui titoli obbligazionari: in particolare, è in programma una vendita di ben 3,75 miliardi di dollari per quel che concerne questi strumenti, dopo che i rendimenti maggiori sono calati ai minimi degli ultimi sei mesi. Le altre società che fanno parte del ristretto novero descritto in precedenza sono McDonald’s, Hsbc Bank e Caterpillar Financial Services, le quali si focalizzeranno sullo stesso tipo di emissioni nel corso di questa settimana. L’interesse di Johnson & Johnson è andato nella direzione dei corporate bond, dopo aver seguito l’esempio di altre multinazionali americane; l’intento principale è quello di ricercare una struttura più stabile per quel che concerne il capitale interno e far fronte ai pagamenti per l’acquisizione di Synthes Inc.

Bond Intesa Sanpaolo, nuova emissione da 2 miliardi

Nuovo “blitz” del Gruppo bancario italiano Intesa Sanpaolo sul mercato dei bond europei. Il Gruppo in data odierna, martedì 3 maggio 2011, ha infatti reso noto che, a valere sul proprio programma di EMTN, Euro Medium Term Notes, ha lanciato sull’euromercato una nuova emissione obbligazionaria avente un controvalore pari a 2 miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, di un’emissione obbligazionaria con scadenza a tre anni, e tasso variabile, destinata ai mercati internazionali. Per la distribuzione dei titoli Intesa Sanpaolo ha incaricato quali capofila del collocamento HSBC, Banca IMI e Bank of America Merrill Lynch a fronte di un rating sul debito a lungo termine senior che, in accordo con quanto fa presente Intesa Sanpaolo con una nota, è pari a ” AA-” per Fitch, “Aa2” per l’Agenzia di rating Moody’s, ed “A+” per Standard & Poor’s.

Credit Suisse: collocato in Italia il fondo Cycle Invest

Il Credit Suisse Fund Fixed Income Cycle Invest è la nuova soluzione di investimento proposta dal gruppo creditizio elvetico per il mercato del nostro paese: il collocamento è stato appena avviato e, come si può evincere facilmente dalla denominazione del prodotto, si tratta di una scelta focalizzata sul reddito fisso, le cui piazze di riferimento vantano attualmente tassi di interesse inferiori alla media e un’incertezza in crescita. Questi ultimi due elementi sono alla base dell’ideazione dello strumento in questione, il quale si propone di gestire in maniera più accorta gli scenari, attraverso rendimenti appetibili e corretti per il rischio stesso. Può forse sorprendere che Credit Suisse voglia focalizzarsi su uno dei segmenti maggiormente in difficoltà al giorno d’oggi, visto che i ritorni economici non sono affatto interessanti, così come i premi di rischio, ma tale opportunità è volta proprio a migliorare la percezione e la confidenza degli investitori nei confronti dei redditi fissi.

Coca Cola Femsa pianifica una nuova emissione di Peso Bond

Coca Cola Femsa, maggior imbottigliatore di bevande dolci di tutta l’America Latina, è intenzionata a tornare nel comparto obbligazionario nel breve termine: l’operazione finanziaria in questione dovrebbe prevedere la vendita di Peso Bond, strumenti messicani che non venivano sfruttati dalla compagnia da almeno due anni. L’obiettivo principale rimane quello di anticipare le mosse della banca centrale del Messico, la quale è pronta ad aumentare i tassi di interesse dal livello più basso di sempre. Già la scorsa settimana, comunque, Kof (la sigla con cui è conosciuta la società) ha ceduto titoli obbligazionari a tasso fisso per un importo totale di cinque miliardi di pesos: la scadenza in questione è stata fissata al 2021, mentre il tasso variabile consentirà una maturazione anticipata, nel 2016.

Russian Railways lancia il primo bond per i Mondiali di calcio

Oao Russian Railways, la compagnia ferroviaria russa detenuta dallo stato, rappresenta anche la principale società emittente per quel che concerne i titoli obbligazionari denominati in rubli: stavolta, però, il mercato dei bond accoglierà per la prima volta quegli investitori che sono pronti ad approfittare della crescita economica del paese in vista della Coppa del Mondo che si disputerà nel 2018. Dopo un 2010 costellato dalla cessione di un bond in dollari (il valore complessivo fu pari a 1,5 miliardi), ora ci si concentra su un’offerta da un miliardo di sterline, così come ha anche annunciato il ceo del gruppo, Vladimir Yakunin. La Russia è riuscita a battere proprio l’Inghilterra nella candidatura a questo importante evento sportivo, ma deve spendere necessariamente una cifra superiore ai 5,5 trilioni di rubli per collegare le tredici città che ospiteranno la manifestazione con linee ferroviarie moderne e ad alta velocità.

Mercato asset-backed: gran successo dei bond automobilistici

Toyota Motor Corporation, la casa automobilistica giapponese che da pochi giorni vanta anche una leadership internazionale, ha sfruttato al massimo il proprio ingresso nel mercato obbligazionario con un affaire da un miliardo di dollari: ma non si tratta dell’unico esempio di bond collegati ai produttori dei veicoli, visto che il titolo da 1,13 miliardi di dollari lanciato da Ford Credit Auto Owner Trust si riferisce proprio ai prestiti relativi a questo specifico settore e dovrebbe essere quotato nel giro di pochi giorni. Si tratta, per la precisione, di Fordo 2011-A, strumento finanziario che beneficia della gestione di banche come Citigroup, JP Morgan e Barclays.

Goldman Sachs cede titoli obbligazionari a trenta anni

Da Goldman Sachs, colosso bancario statunitense nonché quinta banca del paese, è giunta una interessante indicazione per gli investitori finanziari: l’istituto newyorkese ha infatti venduto ben 2,5 miliardi di dollari relativi al proprio debito trentennale, un’operazione storica perché rappresenta la prima cessione di titoli azionari in più di tre anni da parte del gruppo. La decisione è stata presa alla luce del parere positivo fornito dagli stessi investitori ai premi più bassi dallo scorso mese di aprile, ricompense che riguardano da vicino le obbligazioni bancarie che presentano le stesse caratteristiche appena citate. I titoli in questione presentano un rendimento del 6,25% e andranno a pagare 170 punti base (vale a dire l’1,7%), un quantitativo superiore a quello proposto dagli strumenti del Tesoro con la stessa scadenza.

Petrobras pianifica una imponente vendita di obbligazioni

Petroleo Brasileiro Sa, compagnia petrolifera brasiliana meglio conosciuta come Petrobras, non conosce le piccole dimensioni e la sua ultima operazione finanziaria conferma questa tendenza: in effetti, la società di Rio de Janeiro ha intenzione di portare fino a sei miliardi di dollari la propria offerta di corporate bond. Si tratterebbe di un vero e proprio record per il comparto in relazione alla nazione sudamericana. In pratica, questa vendita è stata progettata per tenere testa adeguatamente a quella posta in essere poco più di due settimane fa da General Electric nel mercato americano: Petrobras punterà soprattutto su titoli a cinque anni, i quali potrebbero essere prezzati con un rendimento superiore di 190 punti base a quello del Tesoro statunitense (bond decennali con uno spread pari a 195 punti).

AIG, dopo due anni si torna a parlare di titoli obbligazionari

L’ultima immagine che avevamo di Aig (American International Group) era quella di una società che si apprestava a colare a picco agli albori della crisi economica, dopo aver perso oltre il 40% del proprio valore borsistico; a due anni di distanza, e soprattutto dopo un sostanzioso piano di aiuti elargito dalla Federal Reserve, la società assicurativa di Pine Street vuole annunciare il proprio ritorno in gran stile, un annuncio che passa direttamente dal piano di vendita di titoli obbligazionari, uno strumento finanziario che non veniva messo a disposizione appunto dal 2008. Ci sono già delle indiscrezioni in questo senso: i bond di Aig dovrebbero beneficiare di due specifiche scadenze, vale a dire gennaio 2014 e dicembre 2020, anche se certezze assolute ancora non esistono.

Lemanik si focalizza sul fondo corporate bond high yield

La settimana che si conclude oggi si è aperta in maniera piuttosto proficua e interessante per Lemanik Asset Management: in effetti, la società di diritto lussemburghese, parte integrante dell’omonimo gruppo finanziario, nonché ideatrice di soluzioni per gli investitori istituzionali e privati, ha presentato a Milano il nuovo segmento che andrà a specializzarsi sulle obbligazioni corporate di un’altra sicav del Granducato, vale a dire Arcipelagos. Il lancio in questione ha riguardato un prodotto specifico, Arcipelagos Sicav Value Corporate Bond, il quale beneficerà, in particolare, della consulenza di una società di intermediazione mobiliare milanese, Class Capital.

A&P, per i bond convertibili calo ai livelli dello scorso luglio

Lo stato americano del New Jersey è noto anche per una catena di supermercati dal nome altisonante, The Great Atlantic & Pacific Tea, meglio conosciuta con la sigla A&P: si tratta, nello specifico, di una compagnia attiva in diversi stati federali (tra cui possiamo citare il Connecticut, il Delaware e la Virginia) e suddivisa in più comparti (surgelati, discount, gourmet, liquori e molto altro). È stata proprio la società di Montvale a caratterizzare in negativo le ultime contrattazioni dei titoli obbligazionari, visto che i bond convertibili che beneficiano di questo marchio sono scesi al loro livello più basso da quasi tre mesi a questa parte. C’è un motivo preciso per un declino di questo tipo e risiede nel fatto che la stessa A&P sta tentando di ottenere un prestito per venire incontro a quei soggetti che hanno finora evitato la bancarotta.

Reliance Industries punta a vendere bond per un miliardo di dollari

Reliance Industries, la maggiore compagnia privata di tutta l’India (il suo fatturato si avvicina ai 20 miliardi di dollari: è attiva soprattutto nel campo petrolifero, delle fibre e del vestiario), intende gestire al meglio la domanda di assets che attualmente proviene dalla seconda economia asiatica: in effetti, l’obiettivo è quello di incrementare fino a un miliardo di dollari la vendita di titoli obbligazionari denominati in moneta verde, la più vasta operazione in questo senso da parte di un gruppo indiano non bancario. L’offerta avanzata dall’azienda di Mumbai potrebbe agevolare la crescita delle vendite di bond internazionali del paese, dato che si prevede il raggiungimento di un valore pari a 5,5 miliardi di dollari, il livello massimo da tre anni a questa parte secondo le rilevazioni degli analisti.

Gli obbligazionisti aprono alle acquisizioni e fusioni delle società

Le principali compagnie statunitensi stanno sfruttando al massimo gli attuali bassi costi dei prestiti: ciò potrebbe consentire di rifinanziare i debiti mediante acquisizioni e fusioni, in modo da non favorire una nuova fase recessiva. Sono soprattutto gli obbligazionisti gli investitori che spingono in questa direzione; come ha spiegato Burt White, il quale gestisce circa 277 miliardi di dollari come direttore degli investimenti presso LPL Financial Corporation, i detentori di bond stanno nutrendo una discreta fiducia circa i profitti futuri delle società, ma anche per quel che concerne la crescita economica e i guadagni. Si tratta, in pratica, di un chiaro segnale “bullish (al rialzo) sul fatto che la gente non si sta limitando esclusivamente a comprare, ma a “divorare” letteralmente le porzioni azionarie.

Azimut Holding: il rimborso delle obbligazioni sarà anticipato

4a37ccae4feb3_normalAzimut Holding, la società finanziaria milanese che focalizza le proprie attività principali soprattutto nel campo delle polizze vita e del risparmio gestito, ha preso un’importante decisione tramite il suo consiglio di amministrazione: in effetti, la spa in questione ha deliberato proprio nel corso di questa settimana il rimborso da effettuare in maniera anticipata e parziale per quel che concerne delle sue specifiche obbligazioni. Nello specifico, si tratta dei bond denominati Azimut 4% 2009-2016 e la stessa società ha anche precisato che potrebbe essere esercitato un altro diritto, vale a dire quello di deliberare il rimborso medesimo a decorrere dal prossimo mese di luglio e, successivamente a questo periodo, per ogni anno in cui sarà rimasto in vigore il prestito delle obbligazioni.