Buoni fruttiferi: nuove serie gennaio 2010

nuove-serie-buoni-fruttiferiLa Cassa Depositi e Prestiti, per il mese di gennaio 2010, ha comunicato le nuove serie di buoni fruttiferi postali, identificabili con le sigle “P28”, “16J”, “M43”, “I48”, “D01” e “B63”, mentre non risultano essere più sottoscrivibili le serie “P27”, “16I”, “M42”, “I47”, “1Z8” e “B62”. Tra le nuove serie, per chi vuole investire i risparmi mettendoli al sicuro con un’ottica di breve termine, è interessante la serie “D01”, che corrisponde al “Buono BFPDiciottomesi“, il cui tasso, per una durata dell’investimento pari a 18 mesi, è crescente da semestre a semestre; nel dettaglio, il tasso è pari allo 0,55% per il primo semestre ma passa allo 0,85% nel secondo per poi balzare all’1,25% nel terzo ed ultimo semestre di durata del buono fruttifero postale.

Libretti postali: risparmio semplice e senza spese

risparmio-poste-italianeQuella dei libretti postali è una forma di risparmio tra le più comuni nel nostro Paese, specie per chi non ha grande dimestichezza con prodotti finanziari più complessi, più strutturati ma anche più rischiosi. Così come per i buoni fruttiferi, anche i libretti postali sono degli strumenti di deposito della liquidità collocati da Poste Italiane, garantiti dallo Stato, ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. A fronte di un rendimento, comunque basso, i soldi messi in un libretto postale sono al sicuro visto che godono della massima garanzia, ovverosia quella dello Stato, e possono essere stipulati al portatore, con un massimale di giacenza sul libretto non superiore ai 12.500 euro, in ottemperanza alle norme anti-riciclaggio, oppure nominativi ed in tal caso gli intestatari del libretto possono essere anche più di uno ma non più di quattro. Ma esistono anche soluzioni dedicate espressamente ai minori e libretti “Giudiziari” e tutte le soluzioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai costi di gestione.

Libretto Nominativo Ordinario.

Il libretto di risparmio ordinario vanta un rendimento lordo annuo dello 0.90% che può aumentare fino a 1.15% (Rendimento Oro) con un regime fiscale del 27%. Con un massimo di 4 intestatari e la possibilità di eseguire tutte le funzioni di versamento e prelievo sia dagli uffici che dai Postamat (con la Carta Libretto Postale) è la soluzione più diffusa. Da sottolineare anche la possibilità di accreditare la pensione INPS e INPDAP.

Buoni fruttiferi: cosa sono e quanto rendono

buoni-fruttiferiI Buoni fruttiferi, così come i titoli di Stato, ovverosia i Bot, Btp, Cct, e Ctz, sono degli strumenti d’investimento del risparmio ideali per chi a fronte di un rendimento, basso in questo momento, vuole proteggere il capitale e dormire sonni tranquilli. I Buoni fruttiferi, infatti, sono garantiti dallo Stato, sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, e sono distribuiti dal Gruppo Poste italiane; la restituzione del capitale investito è sempre garantita, così come è garantita la maturazione degli interessi che i Buoni fruttiferi offrono. Escludendo le spese fiscali, i Buoni fruttiferi postali possono essere sottoscritti dal risparmiatore senza spese, così come il loro rimborso è senza l’applicazione di costi ed oneri. Il risparmiatore, in base ai propri obiettivi temporali di investimento, può sottoscrivere Buoni fruttiferi con scadenze brevi, oppure con scadenze lunghe, fino ad una durata massima di 20 anni.