Integratori, settore su cui investire?

Quello degli integratori è un settore sul quale conviene investire? Dipende dai punti di vista e soprattutto dalle idee che si hanno.

Settore ancora remunerativo quello degli integratori?

È una riflessione questa che nasce dalla chiusura, per molti improvvisa virgola di Foodspring, una delle realtà più importanti a livello europeo di integrazione. Per anni questa azienda tedesca è stata in grado di affermarsi come uno degli interlocutori migliori sul mercato, nella sua fetta specifica di competenza.

Nel 2019 è avvenuta la vendita all’americana Mars. E oggi ci troviamo davanti a una chiusura che non dà via di scampo. Più nello specifico l’azienda ha sottolineato di essere stata costretta alla chiusura per via delle difficili condizioni di mercato. Analizzando la situazione è facile scoprire come, a livello europeo e non solo tedesco, siano altri i nomi che al momento stanno spopolando.

Alcuni sono nuovi, altri sono realtà ben consolidate che si sono andati affermando anche per elementi diversi dalla integrazione. Parliamo di realtà come di GymBeam, My protein e Prozis. I giornali tedeschi ipotizzano come cause della caduta di Foodspring il crollo di visite al sito e di conseguenza un numero minore di ordini, una campagna marketing troppo costosa e priva dei risultati necessari e i reclami subiti in merito agli integratori.

Si tratta di tutti elementi che messi insieme, soprattutto se la concorrenza è importante, rischiano di affossare un’attività. E ci portano naturalmente a chiederci se effettivamente quello degli integratori sia un mercato sul quale conviene ancora investire.

Investire con giudizio anche nel marketing

La risposta è affermativa, a patto però che lo si faccia nel modo giusto. Non solo vendendo degli integratori di livello che siano in grado di mantenere ciò che promettono. Ma anche dando vita a delle campagne marketing efficaci che non costino eccessivamente.

Gettando uno sguardo alla realtà italiana è palese come vengano utilizzati influencer e più nello specifico quelli che effettivamente fanno uso dei prodotti. Offrendo talvolta personalizzazione a questi, in modo tale da attirare una maggiore clientela.

È importante, se si vuole investire in questo settore, comprendere che è di fondamentale rilevanza rimanere sempre aggiornati. Quello degli integratori è un mondo non legato esclusivamente alla realtà del fitness. Riuscire nel dare sempre alla propria clientela ciò di cui ha bisogno in base al momento consente di rimanere sulla cresta dell’onda.

Con molta probabilità qualcosa che non è riuscito tendenzialmente di fare all’azienda tedesca. Chiunque voglia investire in questo settore deve ricordare che osservare e intercettare le esigenze della clientela è fondamentale.

Deutsche Bank: Samurai Bond in vendita a causa della volatilità

Una delle citazioni del codice d’onore dei samurai indica espressamente come unico nemico di questa tradizionale figura militare giapponese l’imprudenza: ebbene, anche Deutsche Bank, maggior prestatore di tutta la Germania, dovrebbe tenersi lontano dalle azioni imprudenti, visto che l’ultima operazione finanziaria di rilievo ha riguardato proprio dei titoli nipponici. Il gruppo bancario di Francoforte ha infatti ottenuto ben ottanta miliardi di yen dai cosiddetti “Samurai Bond”, dopo che il governo della Polonia ha provveduto a posticipare la vendita programmata per la giornata di ieri a causa della volatilità dei mercati. Quando si parla di Samurai Bond, il riferimento va immediatamente alle obbligazioni denominate in yen, quotate a Tokyo da una compagnia non giapponese, ma soggette comunque alle leggi della nazione asiatica.

Trading cereali: nasce società europea degli agricoltori

trading-cereali-agricoltori-societa-europea-nascitaAl fine di salvare la produzione made in Italy del pane e della pasta, nasce “Filiera Agricola Italiana”, una società di trading in cereali che si occuperà di gestire la contrattualistica nell’ambito della coltivazione e della commercializzazione di oltre 20 milioni di quintali annui tra grano tenero per il pane, soia, girasole e grano duro per la produzione della pasta; trattasi in tutto e per tutto di una società di trading degli agricoltori di prodotti non ogm e di origine italiana grazie alla presenza in “Filiera Agricola Italiana” di quattro società cooperative, una società di servizi della Legacoop e di Consorzi Agrari d’Italia, due organizzazioni dei produttori agricoli e ben diciotto consorzi agrari. L’iniziativa, in accordo con quanto ha dichiarato il Presidente della Coldiretti Marini, nasce con l’intento di tutelare la produzione di pasta e di pane made in Italy visto che sul mercato italiano una confezione di prodotto su tre si trova a scaffale, pronta per la vendita al dettaglio, spacciata come italiana ma che invece, senza alcuna indicazione in etichetta, è un prodotto realizzato con il grano proveniente dall’estero.

Cds: Unione Europea pronta a vietare le vendite allo scoperto

parlamento-europeoNon ha utilizzato mezzi termini la Commissione Affari Economici e Monetari, uno degli organi più importanti per quel che concerne il Parlamento dell’Unione Europea: il parere fornito riguarda infatti il mondo degli investimenti, più propriamente è stato auspicato il divieto di vendere allo scoperto i cds, sigla che, come è noto, identifica i credit default swap. Il problema di questi specifici prodotti, i quali non sono altro che strumenti derivati volti a risarcire i sottoscrittori nella malaugurata ipotesi di fallimento (appunto “default”) di compagnie o di stati nazionali che hanno provveduto all’emissione dei bond governativi, sorge nel momento in cui i mercati finanziari vengono a caratterizzarsi per una forte volatilità, quando l’uso a fini speculativi aumenta in maniera spropositata.